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Sguardi. I senza voce nella mostra di Margherita Lazzati

Arianna, Margherita Lazzati

Arianna, Margherita Lazzati

Apre il 20 giugno a Milano, lungo via Dante, la mostra Sguardi della fotografa Margherita Lazzati, che attraverso l’obiettivo racconta la vita e la storia degli ospiti della Fondazione Sacra Famiglia, persone affette da disabilità o da malattie psichiche. Il progetto segue altri che l’autrice ha dedicato sempre agli invisibili: dalla serie sul carcere di Opera a quella sui senza tetto.

La parola al critico

Ernesto, Margherita Lazzati

Ernesto, Margherita Lazzati

“Sembra forzato dire che è con lo stesso spirito che l’autrice varca la soglia di una città sconosciuta ai più, così come aveva varcato la soglia del carcere di Opera, così come era andata oltre quel muro invisibile che separava a Milano una popolazione nascosta nelle stazioni, nei sottopassaggi, ai margini delle strade e degli sguardi” spiega Adriano Mei Gentilucci, fondatore della galleria d’arte L’Affiche. “Così nasce un’infinita serie di ritratti scattati alla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone”. “Quante storie di vita dietro quei volti. Mi sono permesso di formulare perfino congetture estreme per indicare quanto poco o niente sappiamo di loro, visibilissimi e non visti: questo vuol dire invisibili. Tuttavia, quante richieste inevase in quegli sguardi. Da loro, distogliamo il nostro e, magari, non per cattiveria, ma forse perché ci sentiamo inadeguati a risolvere il problema. Non è certo un percorso fotografico che può risolvere questi problemi, ma li mette sotto gli occhi – e la Lazzati lo fa in modo semplice e pulito –; ed ha questo di singolare: tramite il medium della bellezza ci obbliga a guardare quel che abitualmente ci sfugge”.

L’autrice

Mario, Margherita Lazzati

Mario, Margherita Lazzati

Nata a Milano nel 1953, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2008 ha iniziato a raccogliere il proprio lavoro suddividendolo per tematiche, presentate poi in mostre e successive pubblicazioni. Negli ultimi anni si è specializzata nel racconto delle marginalità e delle storie dei senza voce.