Archivio tag: progetto itaca

Tutti matti per il riso: Progetto Itaca cerca volontari

tutti-matti-per-il-riso2

L’8 e il 9 ottobre torna in tutta Italia la campagna di raccolta fondi Tutti matti per il riso. Per dare una mano e scendere in campo in prima persona contro le malattie mentali, per un giorno si può diventare volontari di Progetto Itaca.

In totale, saranno 70 le piazze coinvolte in 15 città: Asti, Catanzaro, Como, Firenze, Genova, Lecce, Lecco, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Roma, Torino e Verona. I volontari dovranno offrire, in cambio di una piccola donazione, un sacchetto di riso Carnaroli. I fondi saranno usati per sostenere le attività delle sedi locali dell’associazione, che ha come obiettivo non solo aiutare le persone che soffrono di disturbi mentali e i loro familiari, ma anche combattere lo stigma sociale che accompagna queste patologie. Per arrivare preparati, a settembre verrà organizzata una giornata di formazione per tutti i volontari.

Nella Grande Città la tenaglia della sofferenza

La recensione di L’intelligenza è un disturbo mentale su La Stampa di Piersandro Pallavicini

Paolo Bianchi è uno scrittore e giornalista con una decina di libri alle spalle e continue collaborazioni con le pagine culturali d i quotidiani e riviste. Chi lo segue sa che ha una ammirevole repulsione per il conformismo e i luoghi comuni. Tra i luoghi comuni più frequentati della nostra editoria c’è il dolorismo, cioè l’uso consapevole (e cinico?) della disgrazia, dell’emarginazione, della malattia, a fini narrativi. Ebbene, ne L’Intelligenza èun disturbo mentale Paolo Bianchi mette in gioco sé stesso, perché molte delle storie raccontate lo riguardano e sono vere, e in particolare quella parte di sé stesso che ha a che fare con la depressione, il bipolarismo, la sofferenza della psiche. Allora parlare di sé e in più farlo senza usare la malattia come calamita per la pietà, insomma affrontarla senza cadute nei luoghi comuni dell’autocommiserazione o dello scandalo per chissà quale colpa del mondo, è un esercizio rischioso e difficile. Ma Bianchi ci riesce benissimo, grazie al tono. Che è quello della nonchalance (non dell’understatement), che permette all’autore di dire tutto senza sottolineature e corsivi, con frequenti surplace che spiazzano il lettore e lo lasciano pieno di sorpresa davanti alloscattoverso l’imprevedibile.

Il protagonista è Emilio Rivolta, che troviamo poco oltre i cinquant’anni, in una Città Grande in cui è facile riconoscere Milano. Meno chiara invece l’ubicazione della Città Piccola dove Rivolta è nato e cresciuto fino agli anni dell’università: una città della provincia del nord Italia, come tante ce ne sono. Nella Città Grande Rivolta fa il giornalista, deve scrivere recensioni di libri, intervistare scrittori, lavorare per un grande quotidiano. Ma spesso non ce la fa nemmeno ad alzarsi. Va a periodi, e i periodi in cui è stretto dalla Tenaglia (l’immagine è perfetta: lui incapace di muoversi, in grado solo di agitarsi debolmente mentre patisce il dolore inflitto dalla stretta) arrivano imprevedibili, preannunciati da un sogno, da un cambio d’umore, o anche solo dal colore del cielo che assume un tono più intenso, doloroso per gli occhi, insostenibile.

psichiatria

 

In questa vita difficile piena di giorni non spesi, gli appigli sono il gruppo di AutoAiuto- una manciata di «picchiatelli», come li chiama Emilio – dove sotto la guida di un paio di volontarie si parla di sé tra pari dentro una zona di sicurezza dello spirito; poi la chimica, cioè le sedute nella ‘stanza degli aghi’ dove i pazienti con la flebo in vena ricevono farmaci che ne placano l’ansia, ne attutiscono la depressione, ne assestano l’umore; infine la compagnia a pagamento, in due luoghi – l’Angelo Azzurro in città e un’ineffabile locale sperso in provincia – dove Emilio trova non tanto sesso quanto una sospensione dall’angoscia dei rapporti: luoghi dove tutto è ch iaro, certo, dove pagando ottieni l’esatta quantità di attenzione, calore, affetto che ti aspetti.

Che cosa l’ha ridotto così? Ci sono state cause scatenanti, esperienze primarie? Anni di psicanalisi si sono rivelati inutili, anzi snervanti e dannosi, ma Rivolta ci prova da sé, ricorda quelli che da bambino e da ragazzo sono stati episodi di amore negato, di sottomissione subita, di amicizia tradita.

L’intelligenza è un disturbo mentale perché di questi episodi sa espungere il significato di inevitabile condanna all’infelicità e perché non ne permette la cancellazione del ricordo. Questo romanzo è una lettura intensissima, ma non si piange mai. Si affronta il dolore, se ne subisce l’impatto, lo si comprende e se ne tasta la grana, ma non ci si commuove, che è tutt’altra cosa. Si capisce anche che se ci si sente così – e succede purtroppo a molti – una via d’uscita però c’è: chimica e gruppi di sostegno. nel romanzo e nella vita reale. Per  esempio con il Progetto Itaca, cui Bianchi donerà i proventi del libro, una onlus che ascolta, consiglia e aiuta chi è incagliato nelle secche della malattia mentale.

“Un libro per spiegare che contro la malattia mentale si può lottare”

Juliana Rosental, tesoriere di Progetto Itaca, racconta come è nato L’intelligenza è un disturbo mentale, in libreria da oggi: un romanzo che è anche la storia della mia lotta con il bipolarismo, e un progetto per far conoscere la onlus. Tanto che tutti i miei proventi verranno donati a Progetto Itaca.

Ho conosciuto Paolo a ottobre dell’anno scorso, quando una nostra facilitatrice mi ha chiesto di incontrarlo perché aveva una proposta per noi di Progetto Itaca; da allora ci siamo incontrati più volte per mettere a punto un progetto intorno a un libro scritto da lui e dedicato all’associazione. Il titolo del libro è L’intelligenza è un disturbo mentale, è appena uscito per Cairo Editore in tutte le librerie, è un romanzo e parla, se pure in modo indiretto, anche della sua esperienza in un gruppo di autoaiuto vissuta qualche anno fa proprio da noi; tutti i proventi relativi alla vendita del libro saranno devoluti a Fondazione Progetto Itaca Onlus.

Le Mal du Pays, Magritte

Le Mal du Pays, Magritte

Paolo è una persona schiva, appare un po’ timido quando lo si vede la prima volta; col tempo emerge la sua forza e la sua grande capacità di comunicare; sembra avere le idee molto chiare su quello che vuole e in questo momento ciò che mi ha colpito di più è la determinazione con cui persegue due obiettivi. Il primo è comunicare attraverso il libro un messaggio positivo di speranza per chi soffre di un disturbo psichico; si può fare: ci si cura, ci si aiuta e ci si fa aiutare dagli altri (per esempio in un gruppo di auto aiuto) e si sta meglio. Il secondo è parlare di Progetto Itaca approfittando delle presentazioni del libro nelle città italiane perché altri possano approfittarne, conoscere i progetti della nostra Associazione e farsi aiutare in un percorso di riabilitazione, di reinserimento sociale, di recupero dell’autostima e in definitiva di una buona qualità di vita.

Progetto Itaca è un network costituito da tante associazioni locali (sono dieci ma stanno aumentando con la frequenza di due all’anno) presenti a Milano, Asti, Genova, Parma, Padova, Firenze, Roma, Napoli, Catanzaro, Palermo. La prima è nata a Milano nel 1999; ciascuna di esse ha dato vita a progetti di sostegno a persone con disturbi della salute mentale. Nel 2012 è nata Fondazione Progetto Itaca, che si fa carico della nascita di nuove sedi e coordina quelle esistenti, soprattutto per la comunicazione e la raccolta fondi. Il sito di Progetto Itaca Milano è www.progettoitacamilano.org e a breve sarà on air anche il sito della Fondazione.

Grazie Paolo, siamo fieri per aver potuto fare qualcosa per te.

Meno uno: domani in libreria arriva L’intelligenza è un disturbo mentale

Domani arriva L’intelligenza è un disturbo mentale. Grazie a Progetto Itaca e a Cairo Editore che hanno creduto in questo progetto. E a voi che mi leggete: sotto, un altro breve estratto.

Schermata 2016-04-26 alle 19.25.49Nella rubrica sfilano i nomi di chi ha condiviso con me frammenti di vita. Chi ha famiglia, chi si è spinto troppo in là nella deriva del tempo, chi non è in grado di accettare il mio disturbo, perché ne è troppo spaventato o perché lo teme quasi fosse contagioso. Non è un aspetto da sottovalutare, questo; accade che i tuoi migliori amici, o quelli che ritenevi tali, fuggano da te, si rendano introvabili, manifestino anche attraverso il loro silenzio l’imbarazzo di trovarsi ad avere a che fare con uno che non riesce più a vivere nella luce del sole.

Aurora ha fatto così, è scappata, non faceva che dire, da lontano, perlopiù attraverso messaggi telefonici: Sta’ tranquillo, o anche curati, poi ne riparliamo. Non è mai venuta da me quando stavo male, e forse è stato meglio così, essere compatito non mi avrebbe giovato. E mentre sto ripensando a questo mi fermo all’improvviso sul nome di Enrica e dopo pochi secondi, senza pensare, chiamo.

Risponde subito, quasi mi stesse aspettando. Ha già capito. Tutti gli anni che ci avevano divisi si sono compressi, in pochi giorni, nel tempo attuale della nostra malattia.

Meno due: chi è Emilio, il protagonista de L’Intelligenza è un disturbo mentale

Emilio Rivolta ha lasciato la Città Piccola per la Grande. Emilio sta male, e passa molto tempo nella Stanza degli Aghi. Emilio si cura come può, fra psichiatri, gruppi di auto-aiuto e una terapia sui generis…. (P.s.: tutti i miei proventi della vendita di L’Intelligenza è un disturbo mentale verranno donati a Progetto Itaca, onlus che aiuta le persone che soffrono di disturbi mentali e le loro famiglie).

La trama

emilio

Emilio Rivolta è un uomo affetto da un disturbo dell’umore. Per l’esattezza è un bipolare di tipo due. Consapevole del suo stato, da anni affida pensieri ed esperienze a psichiatri e psicologi, più o meno dialoganti, con o senza barba. Terapie lunghe e strampalate, spesso poco efficaci, sempre costose. I tentativi di guarigione andati a vuoto non si contano, come le diagnosi sbagliate. In una Stanza degli Aghi, nel reparto ospedaliero dove si muovono come angeli una squadra di neuropsichiatri, gli Alchimisti, Emilio trova gocce di sollievo e una persona che viene dal passato.

Lasciata la Citta Piccola dell’infanzia per la Città Grande, dove lavora con scarso entusiasmo come giornalista freelance ed è stato abbandonato da una donna incapace di accettare il suo disturbo, Emilio si inserisce in un Gruppo di Autoaiuto. In mezzo a “fratelli di sangue” si sente a suo agio, stringe legami e, stanco di specialisti inutili e costosi, si dà alla terapia della parola con donne di night club e prostitute. Convinto che il suo metodo possa far bene anche ad altri, lo diffonde, fa proseliti.

I giorni di Emilio sono scanditi da crolli, riabilitazioni, ricadute e ancora risalite, euforia e abisso. Ogni mattino, al risveglio, la vita gli entra sotto la pelle, forte, intensa, scioccante. Ed ecco che forse il Male di Vivere alla fine è solo una maledetta forma di intelligenza, un orientamento per chi si sente sballottato fra spirito e materia, fra il desiderio della luce e l’oscura realtà del mondo.

Meno tre: le presentazioni di L’intelligenza è un disturbo mentale

Sulla carta ma non solo: nei prossimi mesi, sarò in giro per tutta Italia, in collaborazione con Progetto Itaca, per presentare L’Intelligenza è un disturbo mentale. Ecco le prime date:

9 giugno, Biella, Fondazione Edo e Elvo Tempia

13 giugno, Milano, Libreria Mondadori di via San Pietro all’Orto

25 giugno, Como, Festival Parolario

28 giugno, Parma, Libreria Feltrinelli

Meno tre all’uscita in libreria: un estratto de L’intelligenza è un disturbo mentale

Mancano quattro giorni all’uscita di L’intelligenza è un disturbo mentale. Per ingannare l’attesa, ecco un piccolo estratto….Schermata 2016-04-26 alle 19.25.49

Sono dentro alla Stanza degli Aghi. L’ago nel braccio. La punta metallica piantata dentro il gomito. Con quelle alette di plastica, assomiglia a una farfalla che punge. Devo ricordarmi di chiedere a che cosa servono le alette, ho pensato la prima volta. Non che a infilarlo l’ago abbia fatto male, meno di una puntura di zanzara. Le mani di Elisa sono delicate. Elisa è l’infermiera, tutta rotonda, morbida, giovane. La poltrona sembra quella del dentista, mentre guardo il rettangolo di cielo smaltato, spazzato dal vento gelido. Quand’ero un adolescente secco e fragile non immaginavo niente di questo.

Dentro siamo in sei. Seduti o sdraiati sulle poltrone, ognuna con i suoi due metri di asta della flebo al fianco. Ognuno di noi con l’ago nel braccio. L’infermiere Ercole entra adesso nello Stanzino delle Terapie, adiacente alla Stanza degli Aghi.

«Lacrimevole» dice la signora filiforme, supina di fronte a me, l’ago in vena, guardando lo stillicidio della sua flebo. «Lacrimevole» ripete assorta nello stupore.

Elisa si sposta nello stanzino da cui nel frattempo Ercole è uscito. Sono coordinati come un balletto, penso.

Rimanere qui a lungo. L’En mi entra direttamente in vena, va subito a irrorare i vasi sanguigni del cervello. Ieri sera ho urlato al telefono, preso a pugni il muro. La vita è una merda piena di gente di merda, urlavo. Fuori scendeva la notte, impietosa. Dormendo, ho sognato cani neri con la bava alla bocca.

Mantieni i pensieri semplici, penso. O i parassiti rampicanti ti entrano in gola.

 

L’intelligenza è un disturbo mentale: la prima copia

13239143_10208875632149258_1431005143276432817_n

Inizia il conto alla rovescia: il 26 maggio arriva in libreria L’Intelligenza è un disturbo mentale, il mio nuovo romanzo (pubblicato da Cairo Editore). Un progetto portato avanti con l’aiuto di Progetto Itaca, onlus che si occupa di aiutare le persone che soffrono di malattie psichiche e i loro familiari. A cui donerò tutto il mio compenso.