Archivio della categoria: Libri Pubblicati

Eros in Giallo

Eros in Giallo, Paolo Bianchi 2014

«Volendo ragionare per generi,» scrive Paolo Bianchi nella Prefazione a Eros in giallo «due sono quelli che sembrano attrarre di più i lettori di tutto il mondo, ai nostri tempi: l’erotismo e il noir. Il secondo in diverse varianti, colorato di giallo o thriller storico o fantascientifico. Ci siamo chiesti: che cosa succederebbe a mischiarli? La domanda è stata girata a un pugno di narratori, provocati a ri spondere con un racconto, della lunghezza che preferissero. Il risultato è la presente antologia. Ci piace sperare che sia qualcosa di divertente e allo stesso tempo abbastanza pro fondo da indurre il lettore a porsi qualche domanda. Noi riteniamo che lo sia. I mondi fantastici che si srotolano in queste pagine sono senz’altro il prodotto dell’immaginazione. Ma anche, crediamo, una possibile chiave di lettura della realtà».

Sulla scorta di altre fortunate antologie pubblicate da ES negli anni Novanta (La prima volta, Sesso alieno, Thriller Sex), anche Eros in giallo si propone di coniugare il filone sempreverde dell’erotismo con un altro tema dominante nella produzione editoriale: il giallo, declinato nel genere poliziesco più classico o nel più contemporaneo noir. La raccolta comprende nomi di giovani autori già noti nel panorama della narrativa nazionale, da Lorenzo Beccati a Paolo Bianchi, da Ana Pedroso a Paola Barbato, da Rosanna Rubino a Sara Boero, da Cocco & Magella a Tommaso Labranca.

Eros in giallo verrà seguito da altri volumi collettivi di autori italiani che coniugheranno l’eros in tutte le sue forme.

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Inchiostro Antipatico

inchiostro antipatico 2012 Paolo Bianchi

“Qualcuno ha calcolato, con un ampio grado di verosimiglianza, che se da questo momento in poi non venisse più pubblicato niente, un lettore che legga quattro libri alla settimana impiegherebbe 250 mila anni per affrontare tutti i libri già scritti”.

Nel nostro Paese, come nel mondo, i libri pubblicati sono tanti, forse troppi. I lettori pochi, desolatamente pochi.

Eppure la gente continua a scrivere ed è disposta a tutto per farsi pubblicare. Perfino pagare cifre cospicue per uno dei numerosissimi corsi di scrittura creativa, perfino farsi “spennare” da sedicenti case editrici a pagamento.

Nel tentativo (consciamente vano) di dissuaderci dalla scrittura, Paolo Bianchi ci disvela con esempi, statistiche, aneddoti e citazioni una realtà – quella dell’editoria – ambita quanto ignota, con i suoi meccanismi nascosti, le trappole e le insidie.

inchiostro antipatico articolo dedicato

 

 

 

 

 

 

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I Maledetti

 maledetti, Bietti, 2012 Paolo Bianchi

I Maledetti

Vallecchi, 2010
A cura di Camillo Langone Prefazione di Giuseppe Scaraffia

Questo libro collettivo svela il segreto del fascino esercitato in ogni epoca dai maledetti superando ogni luogo comune: stravaganze, angosce, passioni. Venti ritratti di personaggi ai limiti della follia, che hanno in comune una volontà distruttrice, un’attrazione viscerale per il male al quale, con passione, si consacrano.

Caravaggio, di Mattia Feraresi
Cagliostro, di Massimiliano Lenzi
Niccolò Paganini, di Bruno Giurato
Friedrich Nietzsche, di Marcello Veneziani
Paul Verlaine, di Paolo Bianchi
Vincent Van Gogh, di Andrea Di Consoli
Arthur Rimbaud, di Umberto Cecchi
Oscar Wilde, di Antonio Gurrado
Aleister Crowley, di Manuela Maddamma
Dino Campana, di Giordano Tedoldi
Pierre Drieu La Rochelle, di Marina Valensise
Louis-Ferdinand Céline, di Giordano Tedoldi
Julius Evola, di Marcello Veneziani
Klaus Kinski, di Manuela Maddamma
Serge Gainsbourg, di Marina Valensise
Piero Ciampi, di Massimiliano Lenzi
Gabriel Matzneff, di Camillo Langone
I Rolling Stones, di Bruno Giurato
George Best, di Massimiliano Lenzi
Theo Van Gogh, di Mattia Ferraresi

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Per sempre vostro

 

Per sempre vostro Salani Editore, 2009, Paolo Bianchi

Salani Editore, 2009

CONDUTTRICE TV. Iride Maestri. La sua prossima trasmissione si baserà sulle deformità e i difetti fisici dei partecipanti.

SCOMODO. Il giornalista Emilio Rivolta. Sinora la sua è stata una modesta carriera. Da quando si è licenziato è afflitto da costanti crisi d’ansia.

INQUISITO. Il produttore Corrado Zappavigna. Ha vinto l’appalto per un’importante produzione televisiva in cambio di favori a un alto dirigente. Comincia il processo a suo carico.

Per sempre vostro

La cura dei sogni

La cura dei sogni Salani Editore, 2006, Paolo Bianchi

La cura dei sogni
Salani Editore, 2006
Dal 20 aprile in tutte le librerie.

Milano, oggi. Aperitivi, lavoro, soldi… noia. Eugenia e Simone, restauratori, ossessionati dall’idea della conservazione del bello; Andrea, di professione gìgolo, che con le belle ci va a letto. Ciascuno di loro ha un sogno, che tenta di inseguire prima che esso venga divorato dal grigiore quotidiano. Così Simone molla tutto e va a Cuba, Andrea compra la barca che dovrà aprirgli nuovi esotici orizzonti, mentre Eugenia tenta la fuga da se stessa e da un corpo che non soggiace alle statiche leggi dell’eternità dell’opera d’arte…

Un triangolo sentimentale, tre illusioni, tre modi diversi di scappare di fronte al vuoto, alla fissità, a una realtà che non soddisfa e che opprime. Personalità fragili e disilluse, si cercano, si scontrano, ma non si incontrano davvero mai. Non resta che farsi curare – e avere cura – dei propri sogni, utili forse, o forse indispensabili, ma solo a condizione che non si avverino… Un abile ritratto penetrante e vivido di una generazione disincantata, incapace di amare anche se stessa.

Commenta il libro su IBS.

“La storia si svolge per la maggior parte sopra il livello terrestre (…) metaforicamente nei cieli dell’arte, territori più facili da attraversare, per chi è esperto, rispetto a quelli della vita vera, molto più crudele e aggrovigliata. Come in un gioco di specchi, quattro persone si fronteggiano, intrecciano i loro percorsi di vita e di lavoro, rischiano di perdersi(…) Passioni, sogni e desideri che hanno comunque a che fare con il massimo della concretezza umana, il corpo”.
Carlo Faricciotti, Il Giornale, 18 maggio 2006

“’Tre metri sotto terra: il romanzo italiano sui trentenni di oggi’ è la geniale fascetta di un libro di Paolo Bianchi (‘La cura dei sogni’, Salani). Il neoministro del lavoro Cesare Damiano ha dichiarato che il suo obiettivo prioritario è l’abbassamento dell’età pensionabile. Ovvero: cinquantenni in pensione a carico dei trentenni che lavorano. La fascetta, concepita prima delle elezioni, va pertanto aggiornata: sei metri invece di tre. Che la terra vi sia lieve.”
Camillo Langone, Il Foglio, 19 maggio 2006

“Si aggrappano ai sogni come naufraghi nella tempesta di cemento metropolitana, pur di sfuggire dal grigiore di ogni giorno. (…) E’ un romanzo che descrive la deriva dei trentenni di oggi : in apparenza tra le pagine non c’è niente di estremo, ma in realtà è un libro violento. Perché ci consegna la radiografia di una generazione che si è persa solo perché non si è mai trovata. Giovani che nascondono i propri sentimenti perché hanno paura che si trasformino in debolezze. Che ricercano perennemente la bellezza ma di fronte al suo ideale si sentono infinitamente inadeguati. (…) Si sente in tutto il romanzo uno sfondo, quasi una musica, di dolore: un dolore di sfondo, ma devastante (…) I trentenni di oggi descritti da Bianchi appartengono ad una generazione disincantata il cui vero dramma è l’incapacità di amare. Anche se stessi”.
Gian Paolo Serino, La Repubblica, 16 luglio 2006

” ‘La cura dei sogni’ potrebbe piacere a un Michelangelo Antonioni alla ricerca di un soggetto sulla crisi dei trentenni di oggi. Il romanzo, scritto dal giornalista Paolo Bianchi, racconta in una prosa in bilico tra minimalismo e bella scrittura il senso di spaesamento di chi, adulto, è costretto ad accettare lavori precari, a chinare il capo di fronte ad un superiore, a vergognarsi della ricchezza accumulata dai propri genitori e, soprattutto, a nascondere i sentimenti, percepiti come debolezze da una società che mette l’assunto ‘produci, consuma, crepa’ davanti a tutto. (…) Tre protagonisti, tre percorsi narrativi che si intrecciano, tre vicende attraversate da tante piccole miserie quotidiane e da una costante, ingenua speranza di riscatto. Lo sfondo è Milano, quella dei cocktail nei bar alla moda, delle aspiranti soubrette, dei colletti bianchi e degli operai accomunati dall’uso della cocaina per riflettere meno e divertirsi di più. (…) All’autore si può forse rimproverare un eccesso di coincidenze alla Kieslowski, una organizzazione della trama nella quale anche alcuni personaggi apparentemente accessori si scoprono primi attori nelle ultime dieci pagine. Ma più che di un difetto, si tratta di un approccio alla narrazione che alla gran parte dei lettori risulterà addirittura gradito”.
Francesco Prisco, Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2006

“Andrea fa il gigolo. Simone ed Eugenia sono restauratori: lui è un imbranato, lei una tipa inquieta. In comune i tre ragazzi hanno una certa insoddisfazione e l’incapacità di vivere fino in fondo le emozioni. E la vita li fa incontrare perché hanno bisogno di imparare qualcosa. Intimista.”
Cosmopolitan, maggio 2006

“L’autore analizza il desiderio d’inseguire i propri sogni come via di fuga all’insoddisfazione: una sorta di ‘evasione’ che però si annulla nel momento in cui il sogno diventa realtà”.
Di Più, 10 luglio 2006

“Romanzo corale, in copertina anticipa ai lettori la difficoltà dei personaggi di “stare a galla”, è narrato dai punti di vista di Andrea, Eugenia e Simone. Niente lieti fine ma la speranza che i sogni, prima o poi, si realizzino”.
Il Mucchio Selvaggio, settembre 2006

“Un romanzo breve e secco che inizia in modo frammentario (ogni capitolo è la voce di uno dei tre) ma, pagina dopo pagina, arriva a tratteggiare con precisione le personalità nevrotiche, spaesate, pessimiste, di Eugenia e Simone, restauratori d’arte, e Andrea, italian gigolò, la cui storia si intreccia con quella dei due colleghi. Il terzetto ha in comune la diffidenza verso l’età adulta, e la scelta di una deriva quasi cercata.”
Dove, novembre 2006

La repubblica delle marchette

La repubblica delle marchette Stampa Alternativa, 2004, Paolo Bianchi

La repubblica delle marchette

Stampa Alternativa, 2004
di Paolo Bianchi e Sabrina Giannini

Negli ultimi anni il mondo dell’informazione si è dilatato sempre più. Ai canali tradizionali, giornali, radio, televisione, si sono aggiunte la galassia di Internet e la velocità delle telecomunicazioni satellitari. Eppure le informazioni ci arrivano sempre più confuse e inquinate. A manipolarle ci pensano gli stessi operatori che dovrebbero garantire della loro correttezza e imparzialità. I giornalisti si stanno trasformando in trafficanti di pubblicità mascherata. Questo libro si addentra nei meccanismi che in Italia producono pubblicità occulta travestita da informazione pubblica. Spiega chi sono i responsabili e i protagonisti, a quali interessi corrispondono, e come gli utenti si possono difendere. La ‘marchetta’ è riconoscibile. La sua genesi e la sua evoluzione sono spiegate anche attraverso testimonianze di esperti come l’antropologa Ida Magli, il sociologo Vanni Codeluppi, il giornalista Giorgio Bocca. Accanto a loro, venditori di spazi pubblicitari, responsabili di uffici stampa, opinionisti e colleghi ‘pentiti’ che finalmente vuotano il sacco.

“I due autori denunciano il malcostume in voga nei giornali di fare marchette e per di più di mascherarle come se fossero notizie vere.”
Caterina Soffici, Il Giornale, 16 novembre 2004

“Frutto di un’inchiesta durata oltre due anni, si addentra nei meccanismi che in Italia producono pubblicità occulta travestita da informazione pubblica.”
Il Riformista, 1° dicembre 2004

“Una lettura divertente e istruttiva sui sepolcri imbiancati del giornalismo italiano.”
Camillo Langone, Il Foglio 11 dicembre 2004

“Un titolo molto efficace per un libro che denuncia, senza veli, l’invasione della pubblicità occulta. Gli autori non hanno risparmiato nessuno: editori grandi e piccoli “corrotti” dagli inserzionisti.”
Giuseppe Altamore, Famiglia Cristiana, 6 febbraio 2005

“Paolo Bianchi e Sabrina Giannini sfogliano in modo critico le pagine dei giornali. Non sono smaliziati, dicono, sono solo dei lettori critici, ma il sospetto si trasforma in verità.”
Tabloid, febbraio 2005

“Un libro-inchiesta fatto di nomi e cognomi e di gente che vuota il sacco, dal titolo difficilmente più eloquente.”
Gilberto Bazoli, .com, 12 febbraio 2005

“Il pamphlet di Bianchi e Giannini ha il merito di ‘portare a galla il fenomeno delle marchette, ha il torto di peccare a volte di qualunquismo.”
Stefano Salis, Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2005

“Scritto con le caratteristiche dell’inchiesta ma con toni narrativi, il libro di Bianchi e Giannini riporta interviste a giornalisti, redattori e personalità del mondo della comunicazione pubblicitaria e dell’economia e porta sotto gli occhi del lettore alcuni esempi concreti di pubblicità occulta, per aiutare i lettori a difendersi da questa truffa.”
Libertà, 25 febbraio 2005

“E’ un’indagine sul campo, con tanto di nomi, che non risparmia nessuno.”
Roberto Carnero, Letture, febbraio 2005

“Bianchi e Giannini sfogliano riviste, guardano servizi in tv. Leggono tra le righe, domandano, confrontano. Così facendo scoprono testate create per creare un pubblico per creare un bisogno per creare un consumo per creare un profitto: l’opera di un cosmogono impazzito.”
Stefano Jorio, Liberazione, 1° aprile 2005

“Il libro dimostra con un linguaggio chiaro e diretto, facendo nomi di testate e reti televisive, come la pubblicità si inserisce in modo strisciante nell’area dell’informazione.”
Paulette Ievoli, Roma, 1° maggio 2005

“Questo illuminante libro parla proprio di questo. Di quanto ci siamo venduti il culo.”
Max Stèfani, Il Mucchio Selvaggio, giugno 2005 Max Stèfani, Il Mucchio Selvaggio, giugno 2005

Delitti d’amore

Delitti d’amore (AA.VV.) Mondadori, 2004, Paolo Bianchi

Delitti d’amore (AA.VV.)

Mondadori, 2004
Eros & Thanatos, Cupido & Plutone, Amore & Morte, chiamateli come volete, ma costituiscono una coppia affiatata e d’insolita tenuta, anche al giorno d’oggi. Certo, con il passare del tempo i loro costumi si sono fatti più liberi, o sottilmente crudeli. I cioccolatini avvelenati sono piuttosto démodé per chi si è conosciuto in una chat o in un rave party, prima di passare, in tutti i sensi, alle vie di fatto. Ci è parso quindi interessante affidare ad alcune delle più brillanti firme italiane il compito di redigere un ‘Rapporto Kinsey con delitto’, coordinato da un personaggio vulcanico e trascinante come Alessandro Golinelli. Se qualcuno poi riconosce se stesso o il proprio partner, noi decliniamo recisamente ogni responsabilità.

L’antologia include racconti di Barbara Alberti, Lorenzo Beccati, Paolo Bianchi, Simone Bisantino, Marco Bosonetto, Alessandro Golinelli, Giancarlo Pagani, Aurelio Picca, Claudia Salvatori, Bebo Storti e Giovanni Zucca.

Il mio principe azzurro

Il mio principe azzurro Es, 2001, Paolo Bianchi

Il mio principe azzurro
Es, 2001
“Dovresti raccontarlo, dici tu. Ma perché? Lo vedi il mondo com’è, a chi importa ancora degli altri? Invece è così bello stare qui noi due soli… E poi non me ne ricordo niente, è lontano. Invece no, dici tu. Se è successo a te è successo a tutti. Non la capisco io, questa cosa. A loro non hanno fatto le cose che hanno fatto a me”.

Una ragazza adolescente parla con un uomo misterioso. Lui la spinge a raccontare e lei, innamorata, gli dice tutto. Gli rivela segreti inconfessati, una storia familiare sconvolgente. Questo romanzo affronta un tema – la violenza sui minori – che, per quanto attuale, viene largamente percepito come scandaloso tabù e quindi non ancora del tutto svelato. Ma vuole anche essere lo specchio di una società arida e superficiale, in cui famiglia e scuola riescono soltanto a essere lo sfondo di un assassinio di un’anima. Tra sottocultura televisiva e nevrosi da potere o da guadagno facile viene soffocato per sempre il vero “senso della vita”. Di contro a tutto questo, la vicenda di Imma (ispirata ad una storia vera) è la rivendicazione di uno spazio non violabile di innocenza e purezza interiori

“Ecco la bellezza del Mio principe azzurro: l’invenzione di un punto di vista candido e indifeso, eppure ambizioso, esigente. Quello di una ragazzina che sembra capace di attraversare l’ordalia della perversione adulta restando attaccata alla propria adolescenza, alle sue incontenibili domande”.
Daniele Piccini, Il Giornale, 27 dicembre 2001

“Tratto da una storia vera, è un romanzo mozzafiato. Curiosità, tabù, dubbi, inngenuità. Tutto filtrato da un grande senso della vita”.
Cosmopolitan, dicembre 2001

“Forse per ragioni editoriali si è lasciato un po’ troppo spazio alla descrizione di crudi episodi di sesso, ma la terribile denuncia arriva comunque a destinazione”.
La Nazione, 13 gennaio 2002

“E’ un romanzo pericoloso perché parla di argomenti che di solito si evitano, sia in famiglia che a scuola, nelle conversazioni.”
Il Gazzettino, 14 aprile 2002

Uomini addosso

Uomini addosso Es, 1999, Paolo Bianchi

Uomini addosso
Es, 1999
Questo è il racconto di come una giovane emersa dal profondo della provincia francese sia diventata, nell’Italia degli anni novanta, una delle più acclamate dive dello spettacolo porno, trovando poi la forza di uscire da quel mondo. Nelly Marais, questo è il suo nome, era chiamata in arte “Vampirella”.

“Il testo ha il pregio di svelare i retroscena di un mondo sommerso: giro d’affari miliardari e personaggi ambigui. Ma si fa leggere soprattutto per i toni duri, graffianti, senza vittimismi né moralismi. E quasi infastidisce la catarsi finale”.
Marisa Rusconi, L’Espresso, 28 gennaio 1999

“Uno spaccato grottesco degli ambienti hard, fuoriescono businessmen spacciatori di carne, umiliazioni familiari e addirittura riflessioni su Dio”.
Davide Burchiellaro, Panorama, 18 febbraio 1999

“Non c’è compiacimento nel libro, non ci sono sottintesi e neppure erotismo. Il mondo del porno è squallore assoluto, un naufragio nella noia, si potrebbe dire, se a renderlo drammaticamente vivo non ci fossero il disgusto e la disperazione (…) senza pietismi senza retorica. Con stile asciutto”.
Domizia Carafòli, Il Giornale, 11 marzo 1999

“Stile tagliente”.
Edoardo Tomaselli, Il Giorno, 27 marzo 1999

“Non è una storia a lieto fine, è una realtà vissuta sulla propria pelle. Per questo è maggiormente valida”.
Giancarlo Granziero, Il Gazzettino, 15 aprile 1999

“Le avventure di Vampirella si dipanano su un fondo di malinconia. Nata nella provincia francese, arrivata prima a Parigi poi in Italia, la donna racconta il progressivo inserimento nel giro degli spettacoli porno fatto a quanto pare di molti assegni in bianco, una routine sfiancante, uomini con la bava alla bocca ogni sera”.
Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica, 14 maggio 1999

“Un atto d’amore letterario: quello per la donna. (…) ‘l’autobiografia’ di una pornostar raccontata da un uomo che riesce a calarsi in lei fino a impregnarsi del suo odio nei confronti del maschio e a scrivere pagine che raggiungono la tenerezza”.
Alessandro Golinelli, Rinascita, 14 maggio 1999

“Infanzia, adolescenza e prime esperienze – dure – di una pornostar, raccolte da un giornalista. Questa volta però la Cenerentola affiorata dai meandri della provincia francese è Vampirella, u personaggio mitico del mondo della pornografia, sincera fino alla brutalità, oscena senza compiacimenti. Da leggere: per capire il rovescio del porno”.
Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia, Carnet, giugno 1999

Avere 30 anni e vivere con la mamma

Avere 30 anni e vivere con la mamma Bietti, 1997, Paolo Bianchi

Avere 30 anni e vivere con la mamma
Bietti, 1997

Avere 30 anni, oggi in Italia, che cosa vuol dire?
19 irriguardose confessioni dei protagonisti di un’età “al confine”:
La donna che voleva sfidare il mondo
L’uomo che aspettava la fata turchina
Soli nel monolocale
La famiglia infinita
L’uomo di sabbia
Con un sogno fuori dal cassetto
Il ragazzo incantato
Non solo etero
Il prezzo di un figlio
Un fragile pezzo di carta
La figlia del “mito”..

“Storie di ordinario mal di vivere, illuminate da rari squarci di speranza e interrotte, con sapiente lavoro di montaggio, da interventi dell’autore: una giusta dose di riflessioni sociologiche e di statistiche e, forse, un eccesso di citazioni letterarie”.
Marisa Rusconi, L’Espresso, 2 ottobre 1997

“Una mappa intenzionalmente imprecisa, ma agile e significativa degli umori e delle ansie esistenziali degli attuali trentenni italiani, che rappresentano la generazione cuscinetto tra quella dell’utopia e quella tecnologica”.
Renata Molho, Il Sole 24 Ore, 9 novembre 1997

“Una foto di gruppo vagamente impietosa e malinconica”.
Nicoletta Melone, Il Giornale, 16 novembre 1997

“Una raccolta (più grottesca che ironica) preceduta da un’analisi approfondita, di svariati casi di scelte esistenziali dei trentenni d’oggi”.
Bruna Magi, Gioia, 21 novembre 1997

“Un libro per i ventenni che aspettano, i trentenni che riflettono, i quarantenni che ricordano, per i cinquantenni che rimpiangono…”
Mario Bernardi Guardi, Il Tempo, ? dicembre 1997

“Un’antologia di vita vissuta, da cui emergono i tratti di una generazione che non vuole diventare ‘fantasma’, con pochi ideali e valori forti,, stretta fra l’emergenza occupazione e la ricerca di una identità difficile da definire”.
Giovanna Vitale, La Repubblica delle Donne, 4 febbraio 1998

“Dopo aver dato voce alle confessioni di 19 trentenni, l’autore conclude ammettendo che è un esercito non in marcia verso la vita ma (Flaiano docet) ‘con la vita che da dietro li spinge”.
Serena Zoli, Corriere della Sera, 11 marzo 1998

“Bel saggio”.
Stella Pende, Panorama, 9 aprile 1998